Solo per lei… Simona Quirini
Sotto il sole toscano… a Il Canto Del Maggio.
Per due mesi la canzone di Maggio continuò a cantare in me, grazie a lei.

Furtivamente ho pianificato assieme alla mia famiglia, formando un fronte unito. Semplicemente perché mi mancava Il Canto e mi sentivo sola, anche se non sono mai davvero da sola. Più tardi mi disse che non esitò per un secondo, perché aveva ascoltato il suo cuore.

E tutto d’un tratto a settembre mi ritrovai di nuovo lì! Dopo un ritardo di un’ora, seguito da un’altro ritardo di mezz’ora.
In piedi, non davanti, ma dietro alla stazione di Montevarchie. Tutta sola, alle 21:00, nel buio. La mia prima sfida. Ma come avrei potuto affrontare questa avventura senza sfide? Per fortuna vidi la “mini” del mio “maxi” amico Rudy girare l’angolo e venirmi incontro. E dopo un enorme abbraccio ci siamo avviati verso Il Canto Del Maggio, che sembrò apparirci dal buio come per magia. Ero a casa…

Benvenuta come sempre nella lora casa, dove calore e un piatto caldo mi aspettavano. Preparato da Michele, che sa bene che vado pazza di pici ai porcini. Dopo un paio di bicchieri di un vino fantastico e tante chiacchere arrivò l’ora di andare a letto. Per una notte avrei dormito nel camera del letto del loto figlio più grande, dopo di che avrei avuto un posto tutto mio.
Misi la sveglia per la prima colazione, che sarebbe diventato un rituale in se per le prossime settimane. Perché l’ospite è re, sì, persino io…solo un po’ diversamente questa volta. Dopo una notte irrequieta dove permisi ai miei pensieri di correre liberi nella mente, mi ritrovai al bar alle 07:30, dove era già stato preparato un delizioso buffet per la colazione.

I primi ospiti, più che altro manager di aziende, erano già arrivati. Ora toccava agli ospiti ritardatari dell’estate. E Simona mi aspettava con il suo pane fatto in casa, le sue torte, le sue marmellate… Dopo una magnifica tazza di tè discutemmo come avremmo riempito le prossime settimane, e come mi sarebbe stato permesso di imparare tutti i piccoli segreti che Il Canto ha da offrire. Dopo ci perdemmo in una conversazione che si sarebbe ripetuta ogni volta che ci si sarebbe presentata un’ora libera la mattina. Questo rafforzò il nostro legame già forte, che sarebbe continuato a crescere e prosperare, basato in una fiducia rispettiva.

Ma Simona è, a parte un’amica e un’ospite fantastica, una donna d’affari. E quindi - e per questo le sarò per sempre grata - cominciai a scendere le scale, dove il mio primo compito mi aspettava in cucini: i piatti. Ho pulito i piatti per sette settimane, incluso il lunedì, il giorno di chiusura dell’osteria, perché gli ospiti vanno e vengono in continuo. Solamente l’ultimo lunedì, un solo lunedì, non ci sono ospiti per i quali lavare i piatti.

E quel lunedì avevo programmato di essere pigra, molto pigra…solo che il mio ritmo interno si era abituato a lavorare. Quindi dopo essermi girata e rigirata nel letto molto presto la mattina, mi decisi finalmente di alzarmi ed affrontare una lunga passeggiata di confronto con me stessa, da sola.
Cosa che avevo evitato a lungo! Ma per via di tutte le camminate attorno a Il Canto, del duro lavoro, per via del fatto che mi ero alzata sempre presto anche se ero andata a letto sempre tardi, mi ero rafforzata durante le settimane. Appena arrivata il mio corpo e la mia mente erano come due nemici. Ma ora il mio corpo era più forte, perché la mia mente aveva permesso all’aria fresca di essere come un unguento curativo per la mia anima. Cominciavo a sentirmi più a mia agio nella mia proprio pelle, estasiata e felice per la prima volta in tanto tempo. …Anche se i miei polpacci avrebbero protestato a lungo per via di tutte le camminate a e arrampicate! Ne valse la pena.

Pian pianino le mie responsabilità si erano ampliate. Apparecchiare la tavola, partecipare alla masterclass con Mauro, Sonia, Rosie… Imparare tutti i meravigliosi segreti e trucchi per la preparazione del dolce con Simona stessa. La sua famosa torta al cioccolato che mi era stato permesso di preparare assieme a lei. Dopo ero esausta, ma la separazione di tutti quei tuorli da quei bianchi d’uovo sarà per sempre impressa nel mio cervello. Preparai le pesche col gelato durante la prima settimana, una bellissimo quadro su un piatto bianco. Mi sentii fiera come un pavone quando furono aggiunte al menu come dolce del giorno.

Potrei scrivere pagine e pagine su tutto ciò che imparai a cucinare. La pappa al pomodoro di Mauro, piegare i ravioli assieme a Sonia, e sono certa che la memoria la farebbe sorridere. Proprio come me, perché non sono una che getta la spugna, ma piegare i tortellini…Pffff mi sono quasi arresa. Ma anche questo sforzo è stato premiato con un pranzo condiviso durante il quale abbiamo mangiato i soffici cuscini di morbida pasta con un ripieno di zucca prelibato…in silenzio e soddisfatti. Durante il prezioso tempo libero a disposizione,

Simona mi portò con lei nei luoghi della sua infanzia. Accanto al fiume, oppure una giornata nelle montagne…momenti di un valore inestimabile. Oppure le visite ai suoi fornitori locali, che per me divennero parte integrante dell’immagine che ho del ristorante.
Aver celebrato con lei il suo Perdono è stata un’esperienza in se. Bevvi il mio primo aperol spritz, che non sarebbe stata l’unica nuova esperienza per me :) Verdure che non mangerei mai qui in Olanda, come melanzane e zucca, divennero per me sorprese culinarie. Deliziose vongole in zuppa di pesce con i miei nuovo, dolci amici nel loro bellissimo Sapori. Smisi anche di mangiare carne a un certo punto. Io! Si, io, e anche Sonia si domandò se stessi bene. Io, una carnivora nata! Invece mangiavo tante fresche insalate di cavolo rosso, finocchio, insalata belga, e il famoso cavolo nero. Delizioso con miele, noci, formaggio, olio…mi piaceva così tanto Ogni volta che lo tagliavo mi veniva in mente un sigaro cubano :)

Mi viene improvvisamente in mente il ricordo della volta che preparai un risotto per la nostra cena. Tutti avevano il proprio incarico in cucina prima che arrivassero i primi ospiti, e mangiammo assieme verso le 19:00, dopo che tutti avevano completato la loro mise en place.

Quel giorno Simona mi chiese di preparare un risotto. Accipicchia! Era qualcosa di un po’ diverso di prepararsi un risotto per se a casa. Mentre tagliavo i cavolfiori e i broccoli mi misi in bocca una rosetta di cavolfiore, cosa che suscitò una reazione di sorpresa e confusione attorno a me. Mangiare cavolfiore crudo!!! Non riuscivano a concepirlo. E io lo trovai buffo e carino. Specialmente perché qui mangiano così tante verdure crude. Mi sentii ancora più raggiante a cena dopo un cenno di approvazione di da parte di Sonia. Il mio risotto era stato approvato.

Anche se non capiva ancora come mai non mangiassi più carne. Ma io avevo una missione. Perdere peso. Molto strano per qualcuno che ha faticato a GUADAGNARE peso fino ai 50. E no, non mi dispiace invecchiare, penso che invecchiare sia un onore. Un onore che non è per tutti. Ma dopo qualche esperienza insipida nella mia vita personale mi ero permessa di non sentirmi a mio agio nella mia proprio pelle.

Ora so che nessuna dieta funziona così bene ed è così efficace come…questo! Sentirsi bene con se stessi, aria fresca, tanto movimento, mangiare cibo sano e lasciarsi dietro le proprio difficoltà e brutte memorie. Ormai sono diverse settimane che sono tornata a casa, ma continuo con questa mia nuova “dieta” e nuovo stile di vita. E sono fiera di me stessa.
Non avrei mai potuto realizzare tanto, in così poco tempo, se non fosse stato per questa esperienza unica. Non sarei mai potuta venire faccia a faccia con me stessa e con i miei demoni senza la sua incredibile ospitalità. Sono ancora molto colpita da tutte le impressioni che ho avuto in questi due mesi. Potrei scrivere libri e libri su questo tempo, ma ora è il momento di onorare lei.

Sì, Simona è un ospite come nessun altro. Una donna d’affari con la quale puoi fare affari meravigliosi. Una cuoca provetta che ti insegnerà a cucinare al più alto livello. Sì, posso quasi scommettere che ora sta ridendo. Perché infornare dolci placa i miei nervi, ma cucinare per me è pura emozione.

Ma Simona, per me tu sei più di tutto Simona. Grazie per la tua amicizia, la tua fiducia, la condivisione e l’ascolto l’una delle profondità dell’altra, profondità che troviamo nei nostri…secondi cervelli. Voglio anche ringraziare tutti gli altri che hanno reso questi due mesi un’esperienza indimenticabile per me. Ho potuto incontrare amati amici, vecchi e nuovi. Che mi hanno accolta nei loro cuori, come io li ho accolti nel mio.

E quindi dico, arrivederci all’anno prossimo! Per due settimane, due mesi, oppure…?

P.S. Simona mi ha chiesto di guardare tra le tante fotografie che ho fatto. Ma per me, c’è solo un’immagine che è adatta a questo. L’immagine sua, assieme a Qui Qui and Olivia, che illustra perfettamente la passione che ho provato a descrivere a parole.

Just for her…
Under the Tuscan sun… in Il Canto Del Maggio.

For two extra months the song of May sang in me again, thanks to her.
Sneakily planned this together with my family and forming one united front. Simply because I was homesick for Il Canto and felt lonely, even though I am never truly alone. Later she told me she didn’t hesitate for one second, because she listened to her heart.

And suddenly I was there again in the beginning of September! After a delay of one hour, followed by another delay of half an hour.
Standing not in front of but behind the train station of Montevarchie. All alone, at 21:00, in the dark. My first challenge… But how was I going to tackle this adventure, if there weren’t going to be any challenges? Thankfully I quickly spotted the ‘mini’ of my ‘maxi’ friend Rudy Pieri driving around the corner towards me. And after a massive embrace we made our way to Il Canto Del Maggio, which seemed to appear to us in the dark as if by magic. I was home…
Welcome as ever in their home, where warmth and a warm meal were waiting for me. Made by Michele, who knows I am crazy about pici with porcini. After a couple of glasses of wonderful wine and lots of chatting it was time for bed. For one night I would sleep in the bedroom of their eldest son, after which I would get my own place.

I set my alarm for the first breakfast, which would turn into a ritual on its own for the coming weeks. Because the guest is king, yes, even I… just slightly differently this time. After a restless night where I let my many thoughts run through my head, I found myself standing in the bar at 07:30, where a delicious breakfast buffet was already set out.
The first guests, mostly manager from companies, had already come through. Now it was the turn for the late summer guests. And Simona was waiting for me with her homemade bread, pies, marmalades, etc. etc. After a wonderful cup of tea we discussed how we were going to fill in the next few weeks, how I was going to be allowed to learn all the small, secret things that Il Canto had to offer. After that we lost ourselves into a conversation that would recur every early morning hour we had to spare. This strengthened our already strong bond, which continued to grow and thrive based on mutual trust.

But Simona is, aside from being my friend and a great hostess, also a business woman. And so – and I will always be grateful to her for this – I began to descend the stairs, where my first task was waiting for me in the kitchen: the dishes. I did these for seven weeks long, including Mondays, the day on which the osteria is closed, because guests continue to come and go.

Only on my last Monday, one Monday, there were no guests whose dishes I had to wash. And that Monday I had planned to be lazy, very lazy… except my internal rhythm was already used to hard work. So after tossing and turning in my bed very early in the morning, I finally decided to get up and face a long, confrontational walk, on my own. One I had been avoiding for a long time! But because of all the walking around Il Canto, and all the hard work, all the getting up early and going to
bed late, I had become tougher throughout the weeks.

When I first arrived, my body and my mind were like enemies of one another. But now my body was stronger, because my mind allowed the fresh outside air to be like a balm on my soul. I started to feel better in my own skin, ecstatically happy for the first time in a long time. … Even if my calf muscles will protest for a long time to come after all the walking and climbing! It was worth it.

Slowly but surely my responsibilities were expanded. Setting the table, attending a masterclass with Mauro Quirini, Sonia Meliciani, Rosie… Learning all the wonderful secrets and insights of making dolce with Simona herself. Her famous chocolate cake that I was allowed to make with her. I was exhausted afterwards, but the separating of the many egg whites from the egg yolk is imprinted on my brain. I made peaches with ice cream in the first week, a beautiful picture on a white plate. Proud as a peacock I was, when it was put on the menu as the dolci di giorno.
I could write page upon page about all the things I learned to cook. Mauro’s papa al pomedori, folding ravioli with Sonia, and I am sure the memory would make her smile. Just like me, because I am not a quitter, but folding tortellini…. Pfffff I very nearly gave up. But even this effort was rewarded with a common lunch during which we ate the satin soft pasta cushions filled with heavenly pumpkin filling… silently, and satisfied.

During what precious spare time we had, Simona took me along to places of her youth. By the river, or a day in the mountains… worth their weight in gold. Or visiting her local suppliers, who to me became such an integral part of the image I have of the restaurant.

To celebrate her Perdono with her was an experience in and of itself. There I drank my very first aperol spritz, which would not be my first new experience. :) Vegetables I would never eat here in Holland became culinary surprises for me, such as eggplant and pumpkin. Delicious mussels in fish soup with my new sweet friends Giovanni Giusti Rita Giusti Elena Giusti Valerio Giusti in their beautiful business Sapori. I even stopped eating meat at some point. Me! Yes, me, even Sonia was wondering if I was alrigh. Me, a born carnivore! Instead I was eating a lot of fresh salads of red cabbage, fennel, endive, and the famous Cavolo nero. Delicious with honey, nuts, cheese, oil… I enjoyed it so much. Whenever I was cutting this up, I somehow always thought about a Cuban sigar. :)

Something I also suddenly remember is the memory of me making risotto for our dinner. Everyone had their own task in the kitchen before the first guests arrived, and we ate together around 19:00 o’clock, after everyone was done with their mise en place.
That day Simona asked me to make risotto. Yikes! That’s a little different than making it for yourself at home. While cutting up cauliflower and broccoli I put a raw rosette of cauliflower into my mouth, to the surprise and confusion of everyone around me. Eating cauliflower raw!!! They didn’t understand that at all. And I thought it was very funny and lovely to see. Especially because they eat so many vegetables here raw.
I beamed even more at the dinner table, after an approving nod by Sonia. My risotto had been approved. Even if she still didn’t understand that I didn’t eat meat anymore.

But I was also on a mission. Losing weight. Very odd for someone who struggled to GAIN weight until she was 50. And no, I don’t mind getting older, I think aging is an honor. An honor that’s not for everyone. But after a few tasteless experiences in my personal life I allowed myself to not feel good in my own skin.

Now I know no diet is as good and effective as… this! Feeling good in your own skin, fresh outside air, moving a lot, eating healthy food, and leaving your hardship and bad memories behind. I’ve been home for a few weeks now, but I still continue on with this new ‘diet’ and way of life. And I am proud of myself.

I would never have achieved this much this fast without this unique experience. facing myself and my demons, without her incredible hospitality. I am still very impressed with all the impressions I made during these two months. I could write books and books about that time, but now is the time to honor her.

Yes, Simona is a hostess unlike any other. A business woman you can do wonderful business with. A top chef who will teach you how to cook and bake on a top level. Yes, I can almost bet she is laughing now. Because while baking works on my nerves, cooking for me is pure emotion.

But Simona, to me you are Simona most of all. Thank you for your friendship, your trust, the sharing and listening to each other’s depths that we find in our… second brains.

I also want to thank everyone else who has made these two months into an unforgettable experience.
Old and new cherished friends I was able to meet. Who have accepted me into their hearts, as I have accepted them into mine.

... Valentina Munteanu Sorin Dan Alberto Finocchi Fefo Stefano Luca Manzuoli Rina Horigome Margherita Cappelletti Debora Aiacci Alessandro Mezzasoma Sara Resti and many many other dear friends...

I will say, until next year! For two weeks, or two months, or…?

p.s. Simona asked me to look through the many pictures I took. But for me, there is only one image that fits this. Her own image, together with Qui Qui and Olivia, which perfectly illustrates the passion that I have tried to describe in words.



Speciaal voor haar...

Under the Tuscan sun... In Il Canto del Maggio.

Dankzij haar,voor twee extra maanden.
Zong het lied van mei, opnieuw in mij.
Na dit achter mijn rug te hebben bekokstoofd, samen met mijn thuisfront.
Zij tezamen één front vormde.
Simpelweg omdat ik heimwee had, me eenzaam voelde.
Ondanks dat ik nooit echt alleen ben.
Zij twijfelde geen moment zei ze later, omdat ze naar haar hart luisterde.

En ineens stond ik daar begin september weer!
Na eerst een vertraging van een uur.
Daarna nogmaals van een half uur.

Verkeerd, niet vóór maar achter bij het treinstation van Montevarchie.
Alleen, om 21.00 uur in het donker. Mijn eerste uitdaging...
Maar hoe kon ik dit avontuur aangaan, zonder uitdagingen?
Gelukkig , zag ik al snel de mini van mijn maxi vriend Rudy om de hoek aankomen snorren.
En na een fikse omhelzing, tourden we richting Il Canto Del Maggio.
Wat in het donker nog magischer leek op te duiken. Ik was thuis...

Welkom als altijd in hun huis, waar warmte en een warme maaltijd op me stonden te wachten.
Gemaakt door Michele, die wist hoe gek ik ben op pici met porcini.
Na een paar glazen heerlijke wijn en heen en weer gebabbel was het bedtijd.
Voor een nacht zou ik slapen in de kamer van de oudste, om daarna mijn eigen stekje te krijgen.

Wekker gezet, voor het eerste ontbijt.
Dit werd een steevast ritueel, alle komende weken.
Want de gast is koning, ja, ik ook... maar deze keer even anders.
Na een onrustige nacht, waarin ik alles de revue liet passeren...
Stond ik om 7.30 in de bar waar een overheerlijk ontbijtbuffet al klaar stond.

De eerste gasten, meestal managers van bedrijven waren al geweest.
Daarna volgden de laatste nazomer gasten.
En Simona wachte me op met haar zelfgebakken brood, taarten marmelades enz enz.
Na een zalig kop thee, bespraken we hoe we de komende weken zouden inkleden.
Hoe ik me de kleine, fijne kneepjes, geheime kneepjes van alle facetten zou gaan aanleren.
Daarna verzonken we in een gesprek wat ook ieder vroeg vrij tussenliggend uurtje zou terugkeren.
Daar werd onze band nog sterker van, verder gekweekt door wederzijds vertrouwen.

Maar Simona is buiten Simona, mijn vriendin, gastvrouw, ook een zakenvrouw.
Dus en daar blijf ik haar dankbaar voor, verdween ik via de trap naar beneden.
Want daar stond onder aan de ladder mijn eerste taak op me te wachten, de afwas.
Zeven weken lang, inclusief de maandagen waarop de osteria is gesloten.
Want gasten blijven komen en gaan... één maandag, mijn laatste was er even geen één.
Die dag zou ik lui zijn, heel lui... maar mijn ritme was al gewend aan werken, heel hard werken.
Lag dus al vroeg te draaien, en besloot een lange confronterende wandeling aan te gaan.
DE confrontatie met mijzelf, degene die ik al veel te lang uit de weg was gegaan!
Door het vele lopen, het harde werken, het vroeg opstaan en laat naar bed gaan.
Was ik door de weken heen gehard.
Waar in eerste instantie geest en lijf nog lijnrecht tegenover elkaar stonden.
Werd mijn lichaam gesterkt, doordat mijn geest de frisse buitenlucht toeliet als een warme fohn.
Ik steeds beter in mijn vel ging zitten, zielsgelukkig bijna.
Al zullen mijn kuit en bilspieren zeker protesteren bij deze ontboezeming!

Langzamerhand werden mijn werkzaamheden uitgebreid.
Van tafels dekken, tot masterclass van Mauro, Sonia, Rosie...
De kleine maar oh zo fijne kneepjes van de dolce afdeling van Simona zelf.
Haar beroemde chocoladetaart, die ik met haar mocht maken.
Bekaf was ik na afloop, want dat scheiden van de eieren staat op mijn netvlies.
In de eerste week de perzikken met ijs, een plaatje op het wiite bord.
Trots als een pauw dat ik was, dat het als dolci di giorno op de kaart kwam.
Ik zou een pagina vol kunnen schrijven over wat ik heb leren maken.
De pappa al pomedori van Mauro, de ravioli vouwen met chef Sonia, ze zal glimlachen bij de gedachte.
Net als ik, want ik geef niet snel op, maar de tortelini, pfff bijna gooide ik het bijltje er bij neer.
Maar ook dit werd beloond door een gezamenlijke lunch waarin we de satijnzachte kussentje gevuld met een bijna nog hemelse pompoenvulling aten... zwijgzaam voldaan tot ons namen.

In de kostbare vrije tijd van Simona nam ze me mee naar de plekken uit haar jeugd.
Bij de rivier, of de dag in de bergen, goud waard.
Of langs haar lokale leveranciers.
Die voor mijn gevoel zo bijdroegen aan het oh zo verse imago van het restaurant.

Haar jeugdfeest met haar te mogen delen, de Perdono, was een feest op zich.
Daar dronk ik mijn eerste aperol spritz.
En dat zou niet mijn eerste nieuwe ervaring zijn :-)
Bepaalde groente waar ik hier in Nederland, laat ik eerlijk zijn de neus voor optrok.
Werden culinaire verrassingen. Aubergine en pompoen.
Zalige mossels in de vissoep bij mijn nieuwe lieve vrienden in hun prachtige zaak Sapori.
Het was zelfs zo dat ik op den duur mijn vlees ervoor liet staan. Ik! Ja, ik, zelfs Sonia vroeg zich dan af of het wel goed met me ging. Ik, een geboren carnivoor!
At daavoor in plaats veel en vaak verse net zelf gesneden salade’s van rode kool, venkel, witlof en de beroemde Cavolo nero.
Heerlijk besprenkelt met honing en noten, kaas olie. Smullen.
Als ik dit aan het snijden was, dacht ik altijd aan een Cubaanse sigaar :-)
Wat me ook ineens in de gedacht schiet, was het moment dat ik voor ons avondeten risotto maakte.
Iedereen had zo elke dag zijn taak in de keuken voordat de eerste gasten arriveerden.
Gezamenlijk aten we altijd rond de klok van 19.00 uur.
Nadat iedereen de mise en place klaarhad.

Die dag vroeg Simona mij dit te maken. Slik!!! Dat is even anders dan thuis maken.
Al bloemkool en broccoli snijdende liet ik een rauw roosje in mijn mond verdwijnen.
Om me heen zag ik allemaal heel verbaasde gezichten.
Bloemkool rauw eten!!! Daar begrepen ze niets van. En ik vond het heerlijk om te zien.
Des te meer omdat rauwe groente eten hier schering en inslag is.
Ik straalde aan tafel nog een graadje meer, na het goedkeurend knikken van Sonia.
Mijn risotto was door de keuring gekomen.
Al begreep ze nog steeds niet dat ik het vlees liet staan.

Maar had ook een missie met mezelf afgesproken. Afvallen.
Heel vreemd voor iemand die tot haar 50st moest knokken om een onsje aan te komen.
En nee, ik heb geen moeite met ouder worden, vind het een eer.
Een eer die niet voor een ieder is weggelegd.
Maar na een paar smakeloze ervaringen, liet ik mijzelf toe om slechter in mijn vel te gaan zitten.

Nu weet ik, geen dieet kan voor mij op tegen dit streven...als!!!
Je maar goed in je vel zit, buitenlucht, beweging en gezond eten.
Tegenslagen achter je laat, weet te verteren.
Inmiddels weer een paar weken thuis, zet ik dit streven nog steeds voort.
Ben trots op mezelf...

Al had ik dit nooit zo snel kunnen bereiken als ik dit allemaal niet had mee mogen maken.
Onder ogen had gezien.
Dankzij haar ongelooflijke gastvrijheid.
Ben ik nog steeds onder de indruk, van alle opgedane indrukken.
Kan ik nog zo enorm veel schrijven, maar wil haar nu graag eer aan doen.

Ja, Simona is een gastvrouw uit duizenden.
Een zakenvrouw waar het heerlijk zaken mee doen is.
Een topchef om van te mogen leren bakken en koken.
Ja, ik weet dat ze nu in lachen uitbarst.
Bakken werkt op mijn zenuwen, koken is voor mij emotie.
Omdat ik daarin meer gebakken zit, gevoelsmatig meer kan rijzen.

Maar Simona, voor mij ben je bovenal Simona!
Bedank ik je voor je vriendschap, vertrouwen,
het delen en luisteren van elkaars diepzinnigheid,
gelegen in onze... second brains.

Wil ik hierbij ook een ieder bedanken die deze twee maanden tot een onvergetelijke tijd hebben gemaakt.
Vooral Valentina en Sorin voor hun goede zorgen toen ik ziek werd op dag drie!
Beide nonna’s voor hun onvoorwaardelijke hulp maar bovenal moederlijke liefde.
En natuurlijk... Niet te vergeten mijn enorm trouwe dierenclub.

Oude en nieuwe dierbare vrienden, die ik heb mogen ontmoeten.
Die me in hun hart hebben gesloten, zoals ik hun.

Zeg ik tot volgend jaar!
Twee weken, twee maanden of?

p.s Simona had me gevraagd om bij thuiskomst door mijn vele genomen foto’s te wandelen.
Maar er is voor mij maar een beeld wat hier bij past.
Haar eigen sprekende foto, wat uitbeeld wat ik beschrijf.
Wat samen met Qui Qui en Olivia bevlogen en trouwe passie uitstraalt.


A presto a Tutti <3